Il bello di sentirsi europei ai tempi della rete
Molti oltre il confine non lo conoscono ancora, eppure in patria il Ministro dell'economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg (foto) è considerato una vera star del panorama politico attuale. Qualcuno è pronto a scommettere che sia lui l'asso nella manica per la cancelliera Merkel alle elezioni di domani.
Il suo volto è dappertutto, sui manifesti elettorali, sulle pagine politiche dei quotidiani e nei programmi televisivi e molti sono convinti che sia il solo a risvegliare i tedeschi da una campagna elettorale fin troppo noiosa. La sua sola presenza ai comizi elettorali ha provocato scene di isteria collettiva degne di un concerto rock. Per lui i tedeschi sprecano definizioni molto generose, definendolo il più sexy, il più giovane e il più affascinante. Anche se il suo nome non figura fra i candidati alla carica di cancelliere, Guttenberg avrebbe tutti i numeri per diventarlo.
Trentasette anni, bavarese, cattolico, sconosciuto al grande pubblico fino a sette mesi fa, è il più giovane Ministro dell'economia della storia della Repubblica Federale tedesca. La lunga lista di nomi con cui si presenta rivela le origini aristocratiche così come i modi gentili e lo stile elegante. Padre di due bambine, sposato con Stephanie, ha ricevuto dal settimanale Bild il titolo di "più bella coppia della politica".
Ma lui non si lascia distrarre da tanto consenso. I colleghi del partito ammettono che il suo successo viene da una grande capacità di ascolto e di partecipazione ai problemi della gente, da una spiccata dote nel calarsi pienamente in ogni discussione. Non guasta, in questo panorama di gesti misurati e ben piazzati, la visibilità che il Ministro riesce ad assicurarsi a livello mediatico.
La sua carriera è cominciata molto presto. Eletto deputato a trent'anni, si è fatto subito apprezzare per le competenze in materia di politica estera e per il talento di oratore. I giornalisti apprezzano la chiarezza dei suoi discorsi e la capacità, assai rara fra i politici, di parlare a braccio, senza fastidiosi fogli di appunti da leggere.
Si dichiara un conservatore moderno che approva il sodalizio fra economia ed ecologia, ma che mantiene una visione tradizionalista della famiglia.
In realtà il suo successo è esploso in una notte di maggio, quando, scontrandosi da solo con il governo della grande coalizione , si è opposto all'iniezione di fondi pubblici per sostenere la casa automobilistica Opel, spingendosi fino a minacciare le dimissioni. Da allora è diventato il simbolo dell'indipendenza politica, una voce fuori dal coro, da quel circo politico che allontana gli elettori e fa perdere la fiducia in chi li governa.
Appuntamento a domani. Guttenberg sa bene (e lo sa anche la Merkel ) che l'ultima parola spetta sempre agli elettori.
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