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Energia, dopo il nucleare la Francia punta sul solare

Giovedì 3 Settembre 2009, 12:36 in Uentisette di
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Il governo francese ha confermato di voler "dare priorità" al solare. È quanto ha affermato Chantal Jouanno, segretario di Stato all'ecologia, aggiungendo che "l'impegno della ricerca nel campo delle energie rinnovabili è sul punto di eguagliare quello in favore del nucleare". Nei giorni scorsi il segretario ha visitato dei siti ritenuti preziosi per lo sviluppo dell'energia solare come la torre di Odeillo, costruita nel 1960 e la centrale solare Themis de Targassonne nei pressi di Font-Romeu, entrambe vicine al confine spagnolo.

Nel primo caso si tratta di un grande impianto termosolare alto 40m e circondato dai boschi dei Pirenei orientali, in una zona considerata favorevole per il clima asciutto che ottimizza lo sfruttamento della radiazione solare.

Un'immensa parete a specchio (1830 m²) convoglia i raggi del sole mentre nell'area antistante alla centrale vi sono otto grandi terrazzamenti che ospitano 63 specchi piani, capaci di riflettere i raggi solari verso la parte parabolica della centrale. Qui, 9500 specchi compongono la parete riflettente concava, e sono in grado di concentrare il calore del Sole in un punto focale, posto a 18 metri dalla superficie a specchio nella torretta "a T", producendo una temperatura massima di 3.500 °C e un'energia termica di 1000 kW.

In occasione della visita alle centrali Mme Jouanno ha poi precisato che "gli investimenti nell'ambito della ricerca delle energie rinnovabili, che nel 2007 ammontavano appena a 70 milioni di euro, verranno incrementati di 470 milioni di euro all'anno, una cifra pari a quella riservata al nucleare". Ha poi aggiunto che i fondi saranno stanziati entro la fine del 2009.

Un tale sistema di finanziamenti rivela una strategia precisa da parte del governo. Obiettivo è imbastire una sorta di filiera che prosegua con la creazione di 13 mila posti di lavoro e crei un giro d'affari di 2 miliardi di euro nel 2012.

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2 commenti
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04 Set 2009
alle 09:02

P.S.

Effettivamente è inquietante la deriva italiana...

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03 Set 2009
alle 14:37

michele

Secondo noi, perchè l'Italia non si muove su questa strada, definendo un sistema di finanziamenti con una strategia precisa da parte del governo?

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