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Francia, un giardino per aiutare i malati d’Alzheimer a ritrovare la memoria

Mercoledì 23 Settembre 2009, 07:28 in Uentisette di
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C'è chi si ferma ad ammirare i cespugli di fiori rossi, chi raccoglie le mirabelle in un paniere, chi staziona davanti enormi sculture in pietra e chi siede a risposare o a chiacchierare su una panchina. Siamo nel giardino dell'Orologio, nel cuore della cittadina francese di Nancy, uno spazio pensato per curare o dare sollievo ai malati di Alzheimer.

Nato nel 2007, il centro è gestito dal servizio di riabilitazione all'orientamento geriatrico dell'ospedale Paul-Spillmann e accoglie 44 posti letto anche se dal personale spiegano che le liste d'attesa sono lunghissime.

"È il nostro piccolo feudo" sospira Antoinette, una delle pazienti, mentre passeggia per i viali -  "è meno triste che restare chiusi in una camera. Almeno qui mi sembra di essere in vacanza". Poi si volta e torna ad osservare i fiori, quei fiori che le ricordano il passato, quando era lei a curare il giardino di casa.

 "Il giardino è stato progettato per avere dei punti di riferimento perché i pazienti hanno difficoltà a orientarsi. Sono dei cammini circolari, senza vicoli ciechi. E poi il giardino cambia a seconda delle stagioni" spiega Therese Jonveaux, medico responsabile del progetto dell'ospedale che, come i suoi colleghi, è convinto che l'approccio medico non sia sempre risolutivo. Spesso la stimolazione cognitiva si rivela il metodo di cura più efficace.

"Tre aspetti lo rendono unico - prosegue Jonveaux - l'estensione, circa quattromila metri quadrati, l'idea di progettazione basata sulla neuropsicologia e una dimensione artistica affidata ad un medico scultore, il dr Reinhard Fescharek".

Il giardino dell'orologio è uno spazio chiuso, quindi sicuro, diviso in quattro zone, ognuna dedicata ad un elemento naturale: l'acqua, Il fuoco, l'aria e la terra. Un piccolo angolo di paradiso per i malati e anche per il personale medico che può incontrare i pazienti ed effettuare le sedute di riabilitazione all'aperto. Anche i familiari vengono più volentieri a far visita ai parenti malati, soprattutto i bambini. Sono incontri molto significativi visto che sono proprio i legami familiari i primi ad essere messi in discussione dalla malattia di Alzheimer.

Di tanto in tanto vengono organizzati degli atelier a tema, come quello dedicato alla raccolta della mirabella che si conclude con la preparazione di torte di frutta.

"C'era un paziente che aveva l'abitudine di piluccare in ogni piatto. Ha raccolto le mirabelle in un paniere e le ha portate in cucina senza toccarne neanche una", racconta uno dei medici.

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