Il bello di sentirsi europei ai tempi della rete
(Leggi la prima parte dell'intervista)
Seconda parte - Prosegue l'intervista a Emanuele Coen, giornalista e scrittore, autore insieme a Flavia Capitani di "A Est. Il volto della nuova Europa":
Se una prima tendenza che accomuna le capitali delle ex Repubbliche sovietiche è quella di trasformare vecchi palazzi simbolo del regime in alberghi, un'altra tendenza è quella che reinventa i luoghi simbolo del regime in centri di ritrovo rivolti essenzialmente a giovani. Dove?
È interessante notare dove questa conversione è accaduta spontaneamente. A Sofia per esempio, il Monumento all'Armata Rossa, costruito nel 1954 per ricordare l'intervento dell'Armata Rossa per la liberazione dal nazismo, è diventato un punto di riferimento per skater e giovani graffitari della città.
Anche a Tirana il popolo degli skater ha il suo luogo di ritrovo. Parlo del mausoleo a forma di piramide del terribile dittatore albanese Enver Hoxha (foto). Dopo il crollo del regime, nel 1991 il mausoleo si è trasformato in una perfetta pista per skater particolarmente coraggiosi che si arrampicano in cima alla piramide e scendono con gli skate ad altissima velocità.
Lo stesso discorso vale per Budapest, il Petofi Csarnok , che era un'enorme sala da concerti dedicata alla gioventù comunista ha mantenuto invariata la sua destinazione anche nell'era capitalista perché è diventato il tempio dei concerti rock e pop che passano per la capitale ungherese, riutilizzato con uno spirito completamente diverso da quello dell'epoca.
L'ultima tendenza è quella che vede questi luoghi diventare dei musei, cioè luoghi per eccellenza di scambio fra diverse culture. Dove siamo?
A Praga per esempio, dove il simbolo del regime cecoslovacco, cioè il Palazzo del Parlamento proprio da qualche settimana ha dedicato un'ala al museo nazionale. Un altro esempio è quello del Mnac , il museo di arte contemporanea più attivo della Romania che si trova proprio all'interno della casa del popolo di Bucarest.
In questi luoghi il passato è un valore aggiunto o questa conversione è un modo per dimenticare cosa è successo?
Per chi viene dall'estero questi luoghi hanno sicuramente un valore aggiunto, per chi li vive quotidianamente meno. C'è da dire che ci sono casi come quello di Varsavia dove il famoso grattacielo regalato da Stalin alla Polonia negli anni cinquanta, il Palazzo della Cultura e della Scienza , dopo anni di dibattiti sulla possibilità di abbatterlo perché simbolo del regime, alla fine è rimasto in piedi, i cittadini hanno imparato ad amarlo e oggi è diventato veramente un simbolo della cultura che ospita locali, teatri, caffè.
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