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Immigrazione, le città europee laboratorio della diversità/Battaini: “Accogliere l’altro e’ garanzia di benessere e sviluppo” (I)

Lunedì 14 Dicembre 2009, 14:57 in Uebc di
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Trasformare le città in laboratori per il dialogo e l'integrazione fra diverse culture. È il messaggio della campagna "No alla discriminazione" appena lanciata dal Consiglio d'Europa a conclusione del Forum delle città interculturali organizzato venerdì a Bari. Un messaggio già recepito da undici città europee tra cui Berlino, Oslo, Lione e Reggio Emilia. Città divenute modelli da imitare che hanno fatto grandi progressi nell'attuazione di una vera strategia interculturale. Ne abbiamo parlato con Gabriella Battaini Dragoni, direttore generale per l'Istruzione, Cultura e Patrimonio, sport e gioventù del Consiglio d'Europa.

Cosa rende le città dei laboratori per il dialogo interculturale?

Quello che cerchiamo di fare è vedere in che misura modelli di integrazione alternativi a quelli conosciuti tradizionalmente riescono a facilitare situazione difficili per esempio nel mondo del lavoro, della scuola, per l'alloggio. Per farlo lavoriamo sulla base di un triangolo nel quale troviamo le autorità locali, i diversi rappresentanti delle comunità che vivono all'interno della città e i media che lavorano a livello locale. Questi tra pilastri devono lavorare insieme giorno dopo giorno verificando insieme come si svolgono i processi. Solo così si possono trasformare le città in laboratori dove sia possibile rispettare e valorizzare la diversità, sviluppando processi creativi di integrazione nelle diverse aree urbane. Una volta accertata la riuscita di questi esprimenti, potremo esportarli in altre in altre città d'Europa e creare una rete sempre più vasta e capillare.

Qualche esempio di processi di integrazione creativa particolarmente riusciti?

Per esempio la città di Neuchatel in Svizzera, dove la municipalità ha deciso di creare la figura del coordinatore locale con una funzione specifica: quella di assicurarsi che le diverse politiche settoriali, del lavoro, dell'educazione, all'alloggio, siano organizzate in modo tale da favorire l'integrazione delle comunità migranti presenti in città. Questa figura di coordinatore che interpreta con un lavoro quotidiano costante le scelte di politica fatte dalla città ha permesso di raggiungere risultati estremamente soddisfacenti.

Che tipo di risultati?

Sappiamo che in Svizzera c'è stato recentemente questo referendum contro la costruzione dei minareti. Abbiamo constatato che nelle piccole città come Neuchatel la popolazione si è espressa contro la costruzione di nuovi minareti. Al contrario la città di Neuchatel che ha messo in atto da due anni politiche per favorire l'integrazione e il reciproco riconoscimento delle comunità ha registrato al referendum un risultato opposto, con maggioranza della popolazione favorevole alla costruzione dei minareti. Questo perché la gente, sensibilizzata, non ha più paura dell'altro, ha iniziato a scoprirlo,  a conoscerlo e a volerlo integrare.(continua)

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